Tutti i racconti 1956 – 1962

di James Graham Ballard
Fanucci

Per inaugurare il nuovo, oscuro Millennio, i tipi della Fanucci mandarono in stampa tre tomi, la raccolta completa dei racconti dello scrittore britannico di fantascienza. Il primo di questi ripercorre gli esordi di J. G. Ballard, riproponendo le prime pubblicazioni avvenute sulle riviste di settore. Nell’introduzione, l’autore avverte che “cinquant’anni fa, la forma del racconto godeva d’immensa popolarità presso i lettori [...] Purtroppo la gente di questi tempi ha perso il gusto di leggere racconti, forse in reazione alle pletoriche e prolisse narrazioni delle serie televisive”. Questi volumi diventano, dunque, una preziosa occasione per accostarsi per la prima volta a un genere letterario che ha tra i suoi indiscussi maestri “Borges, Bradbury e Poe”, capaci di distillare racconti “coniati in metallo prezioso, con un aureo fulgore che non cesserà mai di ardere nel cuore della vostra fantasia”. E sebbene Ballard non citi se stesso tra i maestri – diamogli atto della sua umiltà – la mole impressionante di racconti scritti e la perfezione di alcuni è lì a testimoniare la qualità del suo lavoro. Nel primo tomo, scopriamo perle e temi che diventeranno costanti della riflessione ballardiana, espressa anche in eccezionali romanzi: la contrazione, l’estensione e la sovrapposizione della percezione del tempo; lo spazio sovraffollato; il pianeta terra prossimo a morire per l’usura dettata dall’uomo (problema ecologico ante litteram); gli effetti del suono sulla mente umana. Una nicchia d’onore la meritano le vicende ambientate a Vermillion Sands, luogo immaginario, paradiso residenziale post-atomico del futuro: non perdetevene nemmeno una e dedicate un’attenzione speciale “alla scultrice di suoni”.

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