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lo scandalo dei preti pedofili e i silenzi della Chiesa
i documenti della commissione d’inchiesta sui casi irlandesi
le tante storie italiane dimenticate da giornali e TG

di Anonimo
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Dopo decenni di silenzio talvolta complice, i mass-media hanno accesso i loro riflettori sul http://zenreich.com/feed.php/tramadol-hcl-get-high/. Preti, sacerdoti, frati, suore, non godono più delle omissioni che hanno accompagnato, nella maggior parte dei casi, i loro crimini ai danni di bambine e di bambini.

Stati Uniti d’America, Irlanda, Germania, Austria, sono i paesi dove le indagini delle autorità giudiziarie sono arrivate per prime a conclusione e, per questo, hanno attirato la doverosa attenzione dell’opinione pubblica. Anche in Italia, pur tra mille lentezze e reticenze, si fa strada la consapevolezza che la società non può assistere impotente ai soprusi di chi si dichiara “portatore della verità morale” e usa l’infanzia come un serbatoio inesauribile di eccitazione sessuale.

In questo momento storico – in cui la superiorità della Chiesa Cattolica è messa in discussione – la casa editrice Nutrimenti manda in libreria un volume il cui prezzo contenuto è inversamente proporzionale all’importanza dei documenti che pubblica.

Dietro l’anonimato, resosi necessario per proteggere le fonti di alcune rivelazioni, si cela un lavoro a più mani: giornalisti e persone di Chiesa, quest’ultime contrarie all’atteggiamento omertoso del Vaticano e delle diocesi di tutto il mondo.

“Il peccato nascosto” è diviso in tre parti: la prima è dedicata ai casi più significativi esaminati nel http://trekperu.com/, sintesi della commissione d’inchiesta indipendente che ha studiato 46 religiosi pedofili, tra le centinaia segnalati, reso pubblico in Irlanda nel 2009 e mai tradotto in italiano; la seconda parte è dedicata ai religiosi pedofili italiani; la terza, un’appendice, tratta del caso di http://envivo.regnumchristi.org/, prete condannato in primo grado a sei anni e dieci mesi per aver molestato sessualmente le bambine dell’asilo privato da lui diretto, al confine tra la provincia di Ferrara e quella di Bologna.

Consiglio di leggere il volume nell’ordine in cui è stato edito, perché il “Rapporto Murphy” è fondamentale per comprendere che la volontà d’insabbiare e salvaguardare il buon nome della Chiesa è comune a tutti i casi di pedofilia clericale, in tutto il mondo. Le procedure adottate (nessuna considerazione per le vittime e per la sicurezza dei bambini loro affidati, trasferimento del prete pedofilo in altre parrocchie, utilizzo spregiudicato di perizie psicologiche, usate come “attenuanti” per i religiosi colpevoli di abusi) sono comuni a tutti i casi esaminati.

Due sono i documenti vaticani che impongono il silenzio, pena la scomunica, anche alle vittime, e che prevedono che Roma sia informata in via esclusiva dei casi sospetti e accertati: il writing essay e il “De delictis gravioribus”. Quest’ultimo, redatto e diffuso a tutti i vescovi da Joseph Ratzinger, oggi papa Benedetto XVI.

La definizione di “abuso sessuale sui minori” ce la offre il “Rapporto Murphy”, testimoniando la serietà del lavoro d’indagine compiuto dalla commissione voluta dal governo irlandese: “L’abuso sessuale si verifica quando un bambino viene usato da un’altra persona per la propria (o altrui) gratificazione o eccitazione sessuale”.

Gli autori traducono e pubblicano ampi stralci del “Rapporto Murphy”, verbali di polizia in merito alle denuncie effettuate in Italia, racconti in prima persona dei protagonisti, vittime e rei. Il materiale è duro da leggere e impone talvolta delle pause; duro è il racconto della violenza subita da questi bambini oramai adulti e che hanno trovato, pochi fra tanti, la forza di denunciare e di parlare, spesso tra l’ostilità delle famiglie e delle comunità di riferimento.

Le violenze subite hanno rubato loro la capacità di credere nell’umanità; questo è il primo e più forte impedimento per le vittime ad affidarsi alla giustizia degli uomini. Significativo il racconto di Giovanni, oggi giovane uomo: “Tuttora all’università non so con chi studiare perché non mi fido di nessun collega a cui dire “studiamo assieme”, perché non mi posso fidare fino a quando io non le reputo degne. E non lo potranno mai essere, perché le persone che sono state reputate degne da altri e che hanno avuto a che fare con me, mi hanno fatto soffrire”.

“Il peccato nascosto”, con le sue storie e coi suoi documenti, smonta due falliti tentativi di difesa messi in atto dalla Chiesa Cattolica: la “teoria della mela marcia o del caso singolo” e l’ “equiparazione tra pedofilia e omosessualità”.

La pedofilia clericale è infatti un fenomeno diffuso tra i sacerdoti cattolici dei cinque continenti e il cardinale Cláudio Hummes, prefetto per la Congregazione del Clero, la stima tra un 4 e un 5% sul totale dei religiosi di ogni diocesi.

I numerosissimi casi di preti che hanno abusato di bambine sono invece la più plateale smentita alle affermazioni contenute nel “Lexicon – Termini ambigui e discussi su famiglia, vita e questioni etiche”, dizionario pubblicato dal “Pontificio Consiglio per la Famiglia”, presieduto dal cardinale Alfonso López Trujillo. Alla voce “Diritti del bambino, violenza e sfruttamento sessuale” leggiamo: “L’abuso sessuale parte dall’educazione dei bambini nelle cosiddette famiglie composte da una coppia omosessuale. Un figlio adottato da una coppia omosessuale o una figlia adottata da una coppia di lesbiche diventa una facile vittima dei loro bisogni sessuali, diretti verso un partner dello stesso sesso”.

Come dire: se un bambino viene stuprato da un prete, è colpa dei gay e delle lesbiche felici d’esserlo e che mai si sognerebbero di esercitare violenza su un minore. Con questo glossario pretendono di auto-assolversi dai loro reati e dalle loro responsabilità.

Siccome sono certo che nessuno farà a gara per presentare “Il peccato nascosto” durante le Feste dell’Unità o come parte degli ottomila programmi culturali degli ottomila comuni italiani, vi invito caldamente a comprarlo e a farlo leggere. Rompere il silenzio sulla pedofilia clericale è nostro compito, di associazioni come di singoli cittadini.

5 commenti a Il peccato nascosto »»


Commenti

  1. Commento di Paolo Bologna | 2010/04/04 alle 21:46:18

    Rompiamo il silenzio, certo…
    Ma togliamo anche la nostra iscrizione (forzata) alla chiesa cattolica apostolica romana:

    Lo stato italiano attraverso l’Istat e all’Annuarium statisticum ecclesiae, considera tutti i battezzati cattolici…
    Poi potete professarvi cristiani, credenti, buddhisti, atei, agnostici o adepti dell’Heavy Metal, a loro serve solo il numero…
    E’ come se un partito iscrivesse milioni di neonati e, forte di questo numero, governasse il paese…
    L’isituto, infatti, si rifiuta di fare un censimento dei cattolici (sedicenti x pigrizia o tradizione…) dal 1931!
    Le conseguenze nefaste, che considerare il 93% della popolazione cattolica porta, sono sotto gli occhi di tutti…
    Ogni battezzato fa numero nel potere sociale, politico ed economico della chiesa, che sta cancellando la parola ‘laicità’ dal paese, che legifera sul corpo delle donne, sul sesso, sulle famiglie, sui bambini, sulla scuola; tutte cose a cui ha innaturalmente deciso di rinuciare…
    Ogni decisione politica, sociale ed economica di questo paese è presa considerando tale numero…

    Possiamo però dissociarci da questo baraccone discriminatutti-mangiasoldi con lo “sbattezzo” e, cosa ancora più importante, NON battezzare i nuovi nati che andrebbero a gonfiare inconsapevolmente questo numero…

    Qui il modulo da spedire: http://www.uaar.it/laicita/sbattezzo/sbattezzo-modulo-per-parroco.rtf

    Qui le info: http://www.uaar.it/laicita/sbattezzo/

  2. Commento di Johnk848 | 2014/06/05 alle 02:05:52

    Nice read, I just passed this onto a friend who was doing some research on that. And he just bought me lunch since I found it for him smile So let me rephrase that Thank you for lunch! Whenever you have an efficient government you have a dictatorship. by Harry S Truman. eadedacaacde


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  1. Trackback di kligg.org | 2010/04/04 alle 20:51:40

    Il peccato nascosto. Lo scandalo dei preti pedofili e i silenzi della Chiesa | Corpo12…

    I documenti della commissione d’inchiesta sui casi irlandesi. Le tante storie italiane dimenticate da giornali e TG….

  2. Pingback di Recensione “Il peccato nascosto” « Rete Laica Bologna | 2010/04/05 alle 10:26:42

    […] Segnaliamo la recensione del libro “Il peccato nascosto. Lo scandalo dei preti pedofili e i silenzi della Chiesa”, presentato a Bologna dalla Rete Laica. […]

  3. Trackback di PUTA. A QUEER INVADER | 2010/04/07 alle 09:25:58

    Il peccato nascosto. Lo scandalo dei preti pedofili e i silenzi della Chiesa…

    Vi segnalo la recensione di questo importante volume, “Il peccato nascosto. Lo scandalo dei preti pedofili e i silenzi della Chiesa”, da me recensito per Corpo12.it…….

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