Paraventi sacri. Il “ventennio” della Chiesa Cattolica dietro il ritratto dei suoi protagonisti

di Valerio Gigante
Di Girolamo Editore

Valerio Gigante, giornalista dell’agenzia di informazione politico-religiosa Adista, mette in fila Joseph Ratzinger alias Benedetto XVI, Camillo Ruini, Giuseppe Betori, Tarcisio Bertone, Angelo Bagnasco, Federico Lombardi, Joaquín Navarro Valls, Angelo Scola, Michele Giordano, Crescenzio Sepe, Gerardo Pierro, Pio Laghi, Alfonso López Trujillo, Marcial Maciel Degollado, Pierino Gelmini e Ettore Gotti Tedeschi, ne analizza la biografia (rigorosamente “non autorizzata”), ne enumera le gesta, ne tratteggia il carattere, esamina azioni e malefatti compiuti.

I sedici protagonisti sono i principali attori della Chiesa Cattolica post-conciliare, i fautori e gli interpreti feroci della restaurazione, incardinata sulle parole d’ordine di centralismo, anticomunismo, obbedienza alla gerarchia, difesa a oltranza della morale sessuale repressiva, lotta alla secolarizzazione delle società umane e all’autodeterminazione degli individui.

Un progetto culurale-politico che Gigante definisce, senza perifrasi, il “ventennio”, con chiaro riferimento al funesto periodo fascista italiano. Le analogie non si fermano alla quantità d’anni presa in esame nel volume. A impressionare è la genesi: se il fascismo nasce nell’alveo del pensiero socialista, il progetto ruiniano di dittatura clericale è la risposta alle aperture della Chiesa ai fermenti rinnovatori degli anni ’60, poi proseguiti negli anni ’70 e sintetizzati dal Concilio Vaticano II.

Dopo la fine dell’unità dei cattolici in politica sotto l’ombrello malmostoso della Democrazia Cristiana, la Conferenza Episcopale Italiana (CEI), guidata dal cardinale Ruini, lancia un’offensiva a tutto campo. Obiettivo: stringere a sé, con veti e divieti, tutti i partiti politici più rappresentativi, sia di destra che di centrosinistra, dettare le condizioni per l’appoggio elettorale della Chiesa – i cosiddetti “valori non negoziabili” – e impedire alla società italiana, in larga parte oramai adulta, di proseguire nel cammino di emancipazione e di crescita.

Seppur diversi per formazione, carriera, attitudini, ambizioni, il filo rosso cardinale che lega i sedici protagonisti è la strenua difesa dei privilegi della Chiesa e la repressione delle istanze del cattolicesimo sociale e democratico, dall’Italia al Sudamerica. Esemplare, a questo proposito, la condanna senza attenuanti della Teologia della Liberazione.

Per raggiungere l’obiettivo della piena restaurazione non si va tanto per il sottile. Poco conta che questi alti gerarchi abbiano una concezione della morale doppia o, persino, tripla. Sono tutti “grandi uomini di Chiesa”, anche se hanno: protetto i preti pedofili (Joseph Ratzinger); fondato il “partito di Dio” alleandosi con corruttori e piduisti (Camillo Ruini); aiutato Benedetto XVI a insabbiare i casi di pedofilia clericale (Tarcisio Bertone); giustificato il neo-interventismo militarista (Angelo Bagnasco); approvato le leggi razziali del Governo Berlusconi (Federico Lombardi); mentito a più riprese in mondovisione (Joaquín Navarro Valls); costruito coi soldi dei fedeli saune e palestre, ad uso personale e dei parenti, nella sede dell’arcivescovato di Venezia (Angelo Scola); effettuato prestiti a tasso d’usura e compiuto vari abusi edilizi (Michele Giordano); sostenuto il piano rifiuti di Bertolaso nonostante l’evidente pericolosità per i cittadini delle aree destinate ad uso discarica (Crescenzio Sepe); aiutato i generali argentini nella repressione fisica, fino all’assassinio, degli oppositori democratici (Pio Laghi); scomunicato i medici che avevano praticato un aborto a una bambina undicenne vittima di uno stupro, ma non gli stupratori (Alfonso López Trujillo); stuprato e seviziato bambini e adolescenti per decenni e promosso da Papa Wojtyla a capo del più importante centro cattolico a Gerusalemme (Marcial Maciel Degollado); molestato sessualmente adolescenti per decenni, amico personale di ministri e del Nano Malefico, compiuti abusi edilizi con la complicità delle amministrazioni di centrosinistra di Amelia (Pierino Gelmini); finanziato, attraverso le banche di cui era amministratore, il commercio di armi (Ettore Gotti Tedeschi).

Con pennellate veloci, fondate su una conoscenza approfondita della Chiesa Cattolica e dei fatti che la stampa italiana lascia emergere rarissimamente, Valerio Gigante documenta la perversa alleanza tra Trono e Altare, tra potere politico e potere religioso, eterna sintesi del cattolicesimo italiano e mondiale. Il volume fa parte della coraggiosa collana “Di santa ragione”, pubblicata da Di Girolamo, piccolo editore in quel di Trapani.

Speriamo s’avveri ciò che profetizzò Alexis de Tocqueville, filosofo, storico e politico francese: “Le religioni, volendo estendere il loro potere fuori del campo strettamente religioso, rischiano di non essere credute in alcun campo”.

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  1. Trackback di kligg.org | 2010/04/03 alle 12:35:03

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    Valerio Gigante, giornalista dell’agenzia di informazione politico-religiosa Adista, mette in fila Joseph Ratzinger alias Benedetto XVI, Camillo Ruini, Giuseppe Betori, Tarcisio Bertone, Angelo Bagnasco, Federico Lombardi, Joaquín Navarro Valls, Angelo…

  2. Trackback di PUTA. A QUEER INVADER | 2010/04/05 alle 10:00:04

    Paraventi sacri. Il “ventennio” della Chiesa Cattolica dietro il ritratto dei suoi protagonisti…

    Prossimamente la Rete Laica Bologna presenterà una novità editoriale di rilievo: Paraventi sacri, il “ventennio” della Chiesa Cattolica dietro il ritratto dei suoi protagonisti. Il volume, scritto da Valerio Gigante, giornalista dell’…

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    […] Segnaliamo la recensione del libro “Paraventi sacri. Il “ventennio” della Chiesa Cattolica dietro il ritratto dei suoi protagonisti” di Valerio Gigante, che presto la Rete Laica presenterà a Bologna. […]

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    […] 17.00, presentazione del libro PARAVENTI SACRI Il “ventennio” della Chiesa Cattolica dietro il ritratto dei suoi protagonisti di […]

  5. Pingback di POMERIGGIO LAICISSIMO /  Radicali BOLOGNA | 2010/05/26 alle 19:13:08

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