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di Angeles Mastretta
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di Peter Cameron
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Perché tre libri in una sola recensione e cosa c’entra Angeles Mastretta con Peter Cameron sono due domande che preferirei lasciare senza risposta immediata per seguire in piena libertà una serie di rimandi e analogie che, forse, interessano me sola. Ma poiché non scrivo per il mio diario, inizio da una constatazione personale e la uso come indicazione interpretativa. La constatazione è questa: amo i libri scritti dalle donne (non tutti, è ovvio) e amo i libri scritti dai gay (solo alcuni, naturalmente). In genere, però, non mi attraggono le scrittrici che attirano folle di lettrici osannanti. Non corro in libreria quando esce un nuovo romanzo dell’Allende, non confondo Dacia Maraini con Oriana Fallaci solo perché scrivono o hanno scritto “divinamente”, detesto Susanna Tamaro e di sicuro non perché ha venduto milioni di copie, ho trovato Rossovermiglio uno dei peggiori (nel senso di più stupidi e quindi inutili) romanzi scritti negli ultimi dieci anni e persino la Nothomb, che per essere grande è addirittura grandissima, mi lascia freddina da quando la sua popolarità ha superato i limiti di guardia. Inevitabilmente, quindi,  ho snobbato a lungo Angeles Mastretta. E ho fatto male. Ascoltare le vicende emotivamente intricate delle “zie” di Donne dagli occhi grandi, lette dalla sempre brava Lella Costa, è stato un piacere raro, una preziosissima arma per combattere la noia degli spostamenti in automobile, una scoperta letteraria non folgorante ma utile a toccare con mano quanto i pregiudizi (anche quelli all’apparenza innocui e senza importanza) guastino la vita, la rendano stupida e mal vissuta.

Per entrare nel merito del mio ragionamento, le protagoniste di Donne dagli occhi grandi sono cugine, nemmeno troppo alla lontana, dei personaggi di Cameron. Nelle loro vene scorre lo stesso sangue ribelle – “disadattato”, direbbe Cameron -, la stessa incrollabile eppure inespressa fiducia nelle ragioni profonde e inestirpabili della propria diversità. Grandissime tessitrici, loro,  di storie meravigliosamente intime che cozzano con il mondo; teneri, spaventati ma indomabili guerrieri, gli eroi di Cameron, non si fanno piegare da nessuna abbagliante normalità o da ciò che sembra tale solo ad uno sguardo distratto. Insomma, in entrambi i casi sono questi e queste i parenti che dovremmo sforzarci tutte e tutti di meritare.

Di Un giorno questo dolore ti sarà utile è già stato http://www.callouts.com/, di Quella sera dorata (vero caso editoriale anche a casa nostra, tuttavia con non poche ombre) tante sciocchezze supponenti si possono leggere in rete e troppi riassunti della trama vanno evitati come la peste se si vuole affrontare il romanzo con mente vergine. Perché la trama davvero conta come un due di picche di fronte alla sapienza volutamente démodée della scrittura, all’abilità teatrale di riempire il nulla delle situazioni minime che si susseguono di significati esistenziali roventi, che ci riguardano tutti, volere o no. Rotta dall’arrivo di un forestiero l’atmosfera cristallizzata dell’improbabile famiglia di eredi di un grande e misconosciuto scrittore, morto  com’è ovvio suicida, è tutto un precipitare di ordini mentali ed emotivi che determina cambiamento, novità, rivoluzione. Nel bene e nel male, naturalmente, con rimpianti e nostalgie che coinvolgono il lettore particolarmente sensibile alla perfezione di certe situazioni decadenti e tragicamente rarefatte. Ma è la vita l’esattore non corruttibile, è la vita con le sue miserie e le sue grandezze che chiede pegno. Così dopo avere pagato lo scotto di restare in piedi, guardando la morte negli occhi, attraversando i mari della vergogna, dell’incomprensione, della malattia, in piedi si resta – ovvero restano in piedi  le donne della Mastretta e i ragazzi di Cameron – e non si è più forti per questo, solamente si è vivi. Ed essere vivi e capaci ancora, un passo dopo l’altro, di inseguire il proprio personalissimo sogno di felicità non è mai cosa da poco.

A questi tre libri noi ragazze/i degli anni Ottanta dobbiamo la possibilità che ci viene offerta, seppure tardivamente, di capire perché tanto abbiamo amato Il giovane Holden o film come Il grande freddo o Sesso, bugie e videotape. Per quel che mi riguarda, anche l’immedesimazione a stento dissimulata con  un classico ottocentesco come Illusioni perdute, trova grazie a questi romanzi una sua insperata ragionevolezza. Molto socialmente disadattati, ma anche  molto poco inclini alle tragedie vissute in prima persona, abbiamo avuto e abbiamo bisogno di Salinger, di Angeles Mastretta, di Peter Cameron per non sentirci soli. Per dirci, che sia vero o no, che le nostre sono ragioni buone, buone abbastanza per andare avanti anche in questo schifo di mondo.

8 commenti a Donne dagli occhi grandi – Un giorno questo dolore ti sarà utile – Quella sera dorata »»


Commenti

  1. Commento di Giovanna Schiavon | 2009/05/08 alle 03:28:32

    Bellissima recensione. Approfondirò il mio commento più avanti. Ora è tardi.

  2. Commento di Giovanna Schiavon | 2009/05/09 alle 22:19:37

    Ho sognato Adam. Girava nudo per casa mia. E non ci trovavo nulla di strano. Ero serena e parlavamo a lungo, io ero sdraiata nel letto e lui si era alzato per prendere un bicchiere ghiacciato di vodka. Purtroppo non ricordo di cosa parlassimo, ma avevamo la naturalezza che appartiene agli amici di vecchia data, quelli che si frequentano poco e che quando si vedono parlano tutta la notte. Ecco il mio commento a Cameron.

  3. Commento di Barbara Wahl | 2009/05/13 alle 15:41:28

    Commento notevole! Intanto, la voglia di leggere i libri citati, ma resta anche la curiosità verso ciò che dici nel primo paragrafo: è interessante, merita un articolo a parte, un’ulteriore analisi, non trovi?

  4. Commento di astor | 2011/02/27 alle 12:12:42

    seguendo il tuo consiglio ,ho comprato” donne dagli occhi grandi”,mettendolo nella lista dei libri da leggere durante il mio viaggio estivo negli states…..e sinceramente mi sono pentito amaramente.l’ho trovato noioso ed inutile.e devo ammettere che vi ho maledetti svariate volte.

  5. Commento di Viviana Rosi | 2011/02/27 alle 13:59:17

    Mi colpisce del tuo commento il cortese passaggio dal “tu” (il “tuo” consiglio) al “voi” finale associato all’improponibile maledizione. Perché improponibile? Perché una recensione non è un consiglio, è l’espressione di un punto di vista ed è evidente che se hai trovato noiosa la Mastretta il tuo punto di vista non si avvicina neanche lontanamente al mio e a quello di tanti altri lettori (e sopratutto lettrici). Niente di male in questo, anche se “noioso” e “inutile” sono aggettivi che senza argomentazioni poco dicono e niente si può quindi ribattere. Alla fine, io mi ero limitata a scrivere che mi piace il carattere “ribelle” dei personaggi femminili di “Donne dagli occhi” e che le capacità affabulatorie di Angeles Mastretta colpiscono (quasi) sempre nel segno. Mi dispiace che a te questa lettura non abbia fatto lo stesso effetto, ma francamente non mi interessa nemmeno tanto scoprire il perché. Maledizioni e giudizi lapidari non lasciano sperare in un fecondo scambio di idee.

  6. Commento di Brandie | 2016/06/30 alle 10:11:41

    It’s a plruasee to find someone who can think so clearly

  7. Commento di http://www.fresnoyosemite.us/ | 2016/07/04 alle 12:47:25

    I am often amazed by people who think that if you kept teenagers from watching, seeing, reading or hearing you are protecting them.I spoke with a woman who told me that she did not want her daughter to have the hpv vacine because that would give her 17 year old daughter the idea that she was free to have sex.Your daughter is much better off learning about these subjects in a book and discussing how to handle some of the situations brought up in this storyline with you.More power to you!

  8. Commento di http://www./ | 2016/07/20 alle 19:27:56

    Bonjour et merci pour ce concours ! Je tente ma chance avec plaisir ! Ma date de naissance : 07/04/1979 je suis fan des deux pages Facebook ( Myriam G. ) Je partage sur HC ( elvira2009 ) Bonne journée !


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