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Mercoledì e giovedì Marion lavorò riuscendo quasi a non pensare. Sapeva che sarebbe tornata con addosso una specie di disperazione che l’avrebbe paralizzata per giorni, forse per settimane. E allora rilesse, corresse e sistemò definitivamente la storia di Frau Gisela e la spedì ad Alexander, e gli scrisse anche che aveva da fare per una settimana. Problemi di famiglia, scrisse, tanto lui non ricordava mica che lei una famiglia non ce l’aveva. E poi pulì i vetri, cambiò le lenzuola, fece la spesa, riempiendo l’armadietto dispensa di cose che non comprava mai, conserve italiane, frutta sciroppata, frutta secca, miele. E poi arance e mandaranci, i migliori. Era un modo per volersi bene, tornando avrebbe trovato quelle cose, non avrebbero diminuito il suo malessere, ma si sarebbe ricordata che aveva deciso di volersi bene.
Giovedì pomeriggio si comprò un paio di scarpe e delle calze nere, belle. Poi prese delle tavolette di cioccolata, ricordava perfettamente quella che lui preferiva e il piacere infantile con cui la mangiava. Lui godeva di tutto con un piacere pieno totale e di chi non faceva altrettanto diceva semplicemente che non sapeva godersi la vita.
Quel giorno davanti alla chiesetta romanica li aveva sorpresi il temporale, così si erano chiusi nella macchina di lui a parlare, si era stabilita una intimità dolce ed immediata, e poi alla sera l’aveva portata in un ristorante che aveva una grande terrazza da cui la vista andava dalle colline al mare. Lui aveva un modo di guardarti che ti faceva esistere, e poi ti lasciava con l’impressione che esistessi solo tu. Naturalmente c’era una moglie, una donna in carriera che stava all’altro capo del mondo, ogni tanto lui la raggiungeva, ma soprattutto lui faceva il fotogafo. A quel tempo stava lavorando au libro sulle chiese sconsacrate nelle campagne del Centro-Italia. Chissà se poi il libro lo aveva pubblicato… ma certo per lui non era molto importante.
Lui viveva tutto con lo stesso piacere leggero con cui mangiava una tavoletta di cioccolata. E non aveva postumi fastidiosi.
Venerdì mattina Marion si svegliò con il mal di testa e con la consapevolezza che stava facendo una cosa stupida, faticosa, dispendiosa e sbagliata ma che naturalmente a quel punto sarebbe andata fino in fondo. In stazione prese un libro a caso da leggere in treno. Ma in treno non aveva voglia di leggere, e dal finestrino non c’era altro da vedere che campagna grigia e piatta, e non voleva pensare a Gabriele. Se non pensava niente non avrebbe avuto niente da cui essere delusa. Se lui le avesse chiesto cosa c’era di nuovo nella sua vita, lei avrebbe risposto che…  che c’era una sorella non glielo avrebbe detto
In quel momento, a mezza mattina di quel diciotto novembre, in un punto incerto tra Francia e Germania, Marion ebbe la certezza che Christa era sua sorella e che avrebbe potuto aprire una porta su questa storia senza averne paura.
I pensieri si alleggerirono, il mal di testa passò, poco prima di arrivare alla Gare du Nord si mise il rossetto, e scendendo dal treno pensò che in ogni caso la vita sarebbe continuata anche dopo Parigi.

5 commenti a Una madre venuta dal nord #21 »»


Commenti

  1. Commento di Viviana | 2006/05/11 alle 21:20:38

    Mi è piaciuta proprio la certezza nel punto incerto tra Francia e germania che fa piazza pulita della paura, sarà una grande storia di sorelle!

  2. Commento di Cristina | 2006/05/14 alle 16:44:59

    che bella puntata! ne ho letto alcune in fila, ma questa è proprio bella!

  3. Commento di Ancleto Pellicani | 2006/05/15 alle 05:23:45

    Sento che sta per succedere qualcosa di grosso. Speriamo che questo Gabriele sia simpatico…

  4. Commento di Anita | 2006/05/15 alle 07:33:13

    Proprio bella questa puntata, bello il finale, preludio a qualcosa di fantastico, Marion mi sembra ben disposta, speriamo che l’amico sia all’altezza…
    A proposito il lamentoso Albert che fine ha fatto?

  5. Commento di Siloé | 2006/05/15 alle 23:08:58

    Mah…vedo tutti quanti molto ottimisti, eppure una che pensa “la vita sarebbe continuata anche dopo Parigi” non mi sembra orientata a grandi cambiamenti, è un pensiero da parentesi, da sospensione; in Gabriele, mi pare di capire che non ci sia tanto da sperare, nella sorella… forse? Intanto, che si diverta pure, Marion…


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