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di AA. VV., a cura di Laura Scuriatti
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Antologia di giovani scrittori tedeschi. Così recita il sottotitolo di questo scaltro volumetto uscito nell’ottobre 2004. Berlin Babylon raccoglie narrativa breve pubblicata dopo il 2000, più un inedito. La Mondadori non è di primo pelo nell’arte dell’instant book e dei facili etichettamenti – “gruppi”, “scuole”, “tendenze” e via baloccandosi con l’aria fritta. In questo caso il sottotitolo non mente e il titolo è accattivante al punto giusto, con le sue brave allitterazioni: trattasi di piccolo furto (omaggio, diciamo omaggio) a un single deck blackjack online game download che descrive la Berlino-cantiere degli anni ’90, con la musica degli Einstürzende Neubauten a far da colonna sonora spontanea. Babilonia di stili architettonici e stratificazioni culturali, di vuoti e pieni, di fratture e detriti, la capitale tedesca è da sempre terreno fertile in senso buono, ma anche generatrice di facili miti. Le ferite della storia e gli alterni entusiasmi hanno sicuramente giovato al fascino della città, che vive in una sorta di trance – uno stato di avanguardia costante per quanto riguarda la musica in tutte le sue espressioni, ma anche le arti figurative. Sulla letteratura ci permettiamo di avanzare qualche dubbio, sempre che questa antologia abbia davvero voce in capitolo. Si sa, le antologie sono il più delle volte progetti raffazzonati, cassonetti per residui d’autore e altre sciocchezze. Poi, magari, accanto allo specchietto per le allodole c’è la bella sorpresa che non ti aspetti. Sono rare le antologie omogenee in qualità e in coerenza, capaci di sfuggire a logiche pretestuose o a mode dalla scadenza latticina. Fruttero e Lucentini sapevano cos’era una vera antologia, tanto per fare un esempio. Questa Berlin Babylon non lo è. Trattasi di librino tanto invitante quanto fiacco, assemblato con una ventina di racconti mediocri, con eccezioni in numero di tre – massimo quattro. Il tono generale è scanzonato e bighellone, già visto già sentito e soprattutto mortalmente noioso. Le storie si precipitano a capofitto in un privato che lascia pochi spiragli per la Storia o per le dinamiche cittadine, se si eccettua un piatto citar di strade e locali. Storie di coppie, più spesso di solitudine e amore latitante, con due granuli di sesso difettoso: ecco che storie ci troviamo dentro. Nel cuore del libro si respira un po’ di aria buona solo grazie al piglio narrativo di Julia Franck o alle invenzioni linguistiche di Feridun Zaimoglu. Il finale è tremendo, con quel truffaldino di http://www.lomadalodge.com/ e uno stuolo di suoi epigoni. Berlin Babylon è un bel prodotto, che in vetrina o sullo scaffale fa la sua figura. Meglio tuttavia non andare oltre. Altrimenti si va col pensiero a Christa Wolf, a Grass e al suo Gruppo 47. La cosiddetta letteratura contemporanea tedesca. Quella con i capelli grigi e ormai, purtroppo, con un piede nella fossa.

I racconti sono stati tradotti da Margherita Belardetti e Elena Sinisi.

2 commenti a Berlin Babylon »»


Commenti

  1. Commento di vivaciousjacket11.soup.io | 2014/05/14 alle 04:42:18

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  2. Commento di friv games | 2014/05/20 alle 23:40:58

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