Persepolis

Storia di un’infanzia
di Marjane Satrapi
La Repubblica

Quei disegni dal tratto netto che nulla concede all'opacità del chiaroscuro li avevo già notati su diverse riviste. Marjane Satrapi è, probabilmente, l'unica autrice di fumetti iraniana e da qualche anno vive e lavora in Francia. La sua opera entrò nel mio personale olimpo degli indimenticabili quando la rivista Internazionale pubblicò una breve storia sulla vita quotidiana in Iran. Poche vignette, pochi personaggi, poche parole per veder aprirsi improvvisamente una prospettiva diversa su quello che per anni la cultura ufficiale aveva definito come il diavolo in persona, ben più pericoloso dello stesso impero del male sovietico. Mentre Sting cantava la speranza che i russi amassero i propri figli, l'Iran rimaneva confinato nelle sanguinose mitologie dei riti più cruenti di una parte del credo sciita. Sangue, sabbia, uomini barbuti e donne col velo. Nero, rosso e grigio. Invece in quelle brevi vignette Marjane ci raccontava un altro Iran, fatto di persone, di desideri, di amori e di speranze. Il quotidiano La Repubblica ora l'ha annoverata, a pieno titolo, tra i classici del fumetto, pubblicando questa settimana Persepolis, storia di un'infanzia nella quale la sua personale biografia viene trasformata in una serie di vignette taglienti, profonde, incisive. La storia stessa di Marjane Satrapi è una storia emblematica, dolorosa a tratti divertente, che assomiglia alle storie dela tradizione persiana, così come i suoi disegni richiamano alla silenziosa essenza della miniatura islamica.

Livio Milanesio

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  1. [...] Cosi’ i tipi di Repubblica introducono nel loro sito quest’opera dell’ iraniana Marjane Satrapi che, per chi come me e’ del tutto all’oscuro di quanto relativo alla bande desinee ha rappresentato una piacevole scoperta e lettura, come del resto moltissime delle proposte “dai numeri alti”. E’ un fumetto viscerale. Raccontato con quella che mi pare una rabbia repressa, dovuta a decenni di sopportazione, che si esprime con un tratto elementare, ma potente, a tratti oscuro, come i neri predominanti sulla pagina. Non e’ un fumetto dalla lettura scorrevole e serena, alcune pagine meriterebbero una googlata approfondita per ricordare cosa e’ successo in quella terra non cosi’ lontata, e di come il mondo attorno si comportava ed avvertiva il conflitto, le cui ripercussioni sentiamo a 25 anni di distanza in maniera indiretta. Un fumetto che, a mio avviso, deve essere recuperato, magari facendo una visita nella sezione richiesta arretrati, oppure qui, per capire quali e quante opere l’autrice ha realizzato. Consiglio inoltre la recensione degli amici di Ultranize (ottimi come sempre), oppure la ben piu’ breve, ma comunque significativa, di Corpo12. [...]

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